SAN CARLO BORROMEO
Carlo
Borromeo, uno dei pił grandi vescovi riformatori, nasce ad Arona, sulle rive
del Lago Maggiore, nel 1538. Nipote del Papa Pio IV, a soli 22 anni è
nominato segretario di Stato, col compito di portare a termine le ultime sessioni
del Concilio di Trento, di cui sarà uno dei pił prestigiosi esecutori.
Riceve il titolo di Arcivescovo di Milano e, dopo la morte dello zio Papa, raggiunge
la Diocesi ambrosiana, dove realizzerà un impegno pastorale di primaria
importanza. San Carlo attua le indicazioni del Concilio: indice numerosi Sinodi
diocesani per riformare ed educare il clero, istituisce i Seminari per la formazione
dei giovani chierici. Visita personalmente la sua Diocesi molto vasta, che abbraccia
popolazioni lombarde, piemontesi, svizzere, venete e liguri. San Carlo è
un pastore attento alla disciplina e alla santità particolarmente del
clero, a cui prodiga tutte le sue cure con la predicazione e l'esempio, attuando
una vera "formazione permanente". Le sue Istruzioni ai confessori
sono citate come un modello. Questo santo vescovo predica e promuove molte istituzioni
caritative e, quando a Milano scoppia la peste, offre subito la propria vita
per i fratelli. San Carlo muore a Milano nel 1584: la sua influenza è
ancora sperimentabile oggi nelle istituzioni caritative e nell'organizzazione
pastorale della diocesi. Nel corso della sua vita, San Carlo fu anche vittima
di un attentato: mentre stava pregando nella sua cappella privata, un frate
degli Umiliati gli sparò un'archibugiata, trapassandogli le vesti ma
lasciandolo miracolosamente indenne. Il frate omicida, in quel modo, avrebbe
voluto fermare colui che aveva ricevuto dal Papa l'ordine di riformare un Ordine
ormai decaduto. San Carlo Borromeo, patrono di Milano, Arona (dove si trova
la celebre statua del San Carlone), Faenza, Guastalla e della Savoia, è
protettore anche dei maestri e dei catechisti.