LA CHIESA DI SAN FILIPPO NERI
via Maria Vittoria, 5



È la più vasta di Torino (misura 69 metri di lunghezza, 37 di larghezza) e venne costruita sull'area che Carlo Emanuele II aveva donato alla Congregazione dell'Oratorio San Filippo Neri, fondata da San Filippo Neri nel 1552. Il primo progetto dell'isolato prevedeva per la chiesa un piccolo sagrato sull'attuale via Maria Vittoria. Iniziata su disegni dell'architetto Antonio Bettino nel 1679, secondo alcuni documenti anche Guarino Guarini partecipò ai lavori di costruzione della Chiesa; nel 1703 venne terminato l'altar maggiore, su disegni di Antonio Bertola, architetto militare della Corte Sabauda. All'inizio del Settecento la Chiesa di San Filippo conta su una copertura quasi ultimata e una cupola centrale; l'assedio del 1705 danneggiò la chiesa e, insieme a gravi problemi di stabilità, dovuti probabilmente a fondazioni imperfette, causarono il crollo della cupola; fu incaricato di un nuovo progetto Filippo Juvarra, che iniziò a lavorarvi nel 1715, ma il progetto definitivo è del 1730 ed è costituito da una grande volta che copre la navata raccordandosi al preesistente presbiterio, dalle cappelle ellittiche laterlai e da un uso sapiente degli ordini architettonici, che legano coerentemente le parti del progetto. Spostatosi lo Juvarra in Spagna, affidò la prosecuzione dei lavori al Sacchetti ed al Tavigliano; ma la costruzione proseguì lentamente fino al 1771, allorchè assunse la direzione dei lavori l'ing. Luigi Barberis, e la Chiesa - non ancora del tutto terminata - venne aperta al culto. L'arch. Giuseppe Maria Talucchi nel 1823 completò la facciata, e costruì la Sacrestia; e nel 1891 l'ing. Ernesto Camusso terminò il frontone, sopra il portico della facciata. Caratteristico della chiesa di San Filippo Neri è il grande pronao di gusto classico, allineato con la manica del chiostro e in asse con l'antistante palazzo Asinari di San Marzano. La Chiesa, alla cui costruzione contribuirono tanti architetti, conserva l'impronta juvarriana ed è adorna di importanti pitture: all'altar maggiore vi è la tela di Carlo Maratta (1700) rappresentante "La Vergine, il Beato Amedeo e S. Caterina"; altri dipinti agli altari laterali sono del Caravoglia, del Solimena, del Trevisani, del Conca e del Milocco. Stupendi sono gli angeli del Plura e le sculture del Bernero e del Clemente. Nella Chiesa vi è un altare laterale particolarmente importante per i Torinesi in quanto è dedicato al Beato Sebastiano Valfrè (consigliere di Vittorio Amedeo II e sacerdote piissimo e generoso).

 

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